Come era da aspettarsi, non cambia niente. Il sistema è tale che tutto cambia affinchè nulla cambi.
Passato il ciclone Moggi-Giraudo-Bettega, passata l’immeritata serie C, siamo di nuovo punto e a capo.
Non posso nè prendermela con Preziosi, con tutte le palanche che ha sborsato, sia in valigette che in contratti, non gli si può rimproverare l’interesse per il Grifone. Potrei prendermela con il giocatore, che per la seconda volta ci lascia, dopo aver giurato eterno amore; ma non possiamo certo dire che non ce l’aspettavamo.
È il sistema calcio che pone i limiti. Se solo 3 squadre: Inter, Milan e Juventus hanno il monopolio dei diritti TV, se quando vinci una partita contro una di loro, quasi quasi ti devi scusare in TV per lo sgarbo, se le prime tre posizioni in classifica sono dettate dall’inizio della stagione, e il solo quarto posto è messo realmente in palio.... cosa può fare un pur spettacolare Genoa se non offrire i suoi pezzi migliori?
E allora se ne andranno i più forti, se ne andranno per giocare la champions, per fare il turn over, per diventare nuovi idoli o per scomparire di nuovo.
E noi l’anno prossimo osanneremo Acquafresca e Floccari, in attesa semmai che una delle “grandi” se li prenda.
Arrabbiarsi non serve a nulla, ci si fa del sangue marcio per niente. Vassalli siamo e vassalli resteremo. Se le tre “grandi” si levassero dai coglioni e se ne andassero a giocare un campionato europeo con le altre tiranne, perchè la situazione è uguale in Inghilterra, Spagna, Germania..., sarebbe un modo per riconquistarsi un campionato, ma non certo la libertà. Ogni calciatore verrebbe per un po’, in attesa di andarsene nel campionato Europeo e via così. Ci rimarrebbe forse la consolazione che almeno si tratterebbe di due campionati realmente diversi e ci allevierebbe la pena di vederlo due volte all’anno fare la sceneggiata del “io non festeggio il goal, perchè devo molto a questa maglia”.
Comunque sia, senza rancore, ciao Diego, ciao Thiago Motta e ciao a tutti gli altri che se andranno (Gasp?). Quando se ne andarono Pato ed Eranio ero incazzato, gli urlai male parole, ma allora avevo 15 anni, credevo ancora negli ideali, ora capisco, d’altronde, non avrei alcuna remora ad lasciare la mia ditta per accettare un’offerta migliore.
E comunque vada, che si vinca o si perda, forza Genoa, doria merda